Locanda dell'Isola Comacina

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Una storia che si perde nei secoli

La vera importanza, religiosa e strategica di questo luogo, si manifesta al tempo della calata dei barbari ed inizia decisamente quando sono in corso conflitti fra Greci e Goti. Nell'anno 539 bande burgunde ed alemanne compaiono nell'Italia settentrionale. Nel 569 il terribile Uraja riesce a far capitolare Milano e la parte più ricca di Como e dei paesi vicini si raccoglie con i suoi tesori sull'Isola e prosegue la resistenza, ultimo baluardo del mondo cristiano in difesa della libertà. In breve la piccola isola si copre di case, chiese e fortificazioni. In questi tempi viene chiamata Cristopolis (Città di Cristo).
Durante il Medio Evo l'isola e la terraferma circostante, note come Isola Comense o Cumana, assumono importanza economica e politica, anche per l'appoggio del Vescovado di Como.
Nel 1118 inizia la guerra dei dieci anni fra Como e Milano, che vede l'Isola alleata di quest'ultima, vincitrice infine nel 1127.
Como poi risorgerà con la protezione di Barbarossa e, nel 1169 i guerrieri di Como, con l'aiuto delle tre Pievi (Dongo, Gravedona, Sorico) la invadono apportandovi stragi e distruzioni. Barbarossa in un decreto del 1175 vieta la ricostruzione di fortezza, chiese e case.
Da allora nessuno più torna ad abitare nell'Isola a causa della maledizione che il Vescovo Vidulfo lanciò sull'isola un'anatema:
"Non suoneranno più le campane, non si metterà pietra su pietra, nessuno vi farà mai più l'oste, pena la morte violenta".
L'isola viene ceduta dal Vescovado alla famiglia Vacana. Nel 1914, gli eventi subiti dal Belgio durante l'inizio della seconda guerra mondiale inducono il proprietario Augusto Giuseppe Caprani, a lasciare l'isola in eredità di S.M. il Re del Belgio Alberto I, in segno di solidarietà. Nel maggio del 1920 il Re del Belgio dona l'Isola alla Stato Italiano per farne luogo di riposo per artisti belgi ed italiani e lo Stato Italiano a propria volta la destina all'Accademia di Brera. Vengono costruite sull'isola delle villette che ospitano artisti e letterati e che ne fanno uno dei poli più importanti ed interessanti della cultura lariana.



'Lucia' barca Lariana

San Giacomo


attracco battelli

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